Sindrome {{{Post-Trombotica}}}

La complicanza cronica più frequente della trombosi venosa profonda. Un percorso specialistico integrato per recuperare la funzione venosa e migliorare la qualità della vita.

Che {{{cos'è?}}}

La sindrome post-trombotica (SPT) è una condizione cronica che si sviluppa come complicanza a lungo termine di un episodio di trombosi venosa profonda (TVP). Si stima che colpisca tra il 20% e il 50% dei pazienti che hanno avuto una TVP, comparendo in genere entro due anni dall’evento acuto, ma talvolta manifestandosi anche a distanza di molti anni.
La trombosi venosa profonda può danneggiare in modo permanente le pareti delle vene profonde e le loro valvole: il processo infiammatorio e la ricanalizzazione del trombo determinano una fibrosi e un inspessimento delle pareti venose, con conseguente incompetenza valvolare. Il sangue non riesce più a risalire efficacemente verso il cuore, si accumula nelle vene degli arti inferiori e aumenta la pressione venosa in modo cronico — un fenomeno noto come ipertensione venosa cronica.
Nei casi più gravi, la trombosi non si ricanalizza completamente, lasciando ostruzioni residue che aggravano ulteriormente il quadro clinico. Il risultato è un’alterazione cronica e progressiva del microcircolo cutaneo che, se non trattata adeguatamente, evolve verso lesioni trofiche irreversibili.

Sintomi {{{principali}}}

Come si {{{diagnostica}}}

Il percorso diagnostico della sindrome post-trombotica integra la valutazione clinica con indagini strumentali mirate al sistema venoso profondo.
L’Ecocolordoppler venoso degli arti inferiori rappresenta l’indagine di primo livello: consente di valutare la pervietà delle vene profonde, identificare ostruzioni residue post-trombotiche, documentare l’incompetenza valvolare e quantificare l’entità del reflusso. In molti casi è necessario un approfondimento con Angio-TC venosa o flebografia, in particolare quando si sospetta un coinvolgimento delle vene iliache o della vena cava inferiore.
Nei pazienti candidati al trattamento endovascolare, l’IVUS (ecografia intravascolare) viene eseguito in sala interventistica per definire con precisione l’estensione e la morfologia delle ostruzioni, guidare il trattamento e verificare il risultato procedurale.

Opzioni di {{{trattamento}}}

Il trattamento della sindrome post-trombotica viene pianificato in funzione della gravità clinica, dell’estensione delle alterazioni venose e delle condizioni generali del paziente.
Il trattamento conservativo rappresenta la base della gestione: la compressione elastica graduata rimane il pilastro fondamentale per il controllo del gonfiore e la prevenzione della progressione. La terapia farmacologica con flebotonici può contribuire a ridurre i sintomi. Nella gestione delle ulcere venose sono fondamentali la medicazione avanzata e la cura locale associata alla compressione.
Nei pazienti con ostruzioni significative delle vene iliache o ileofemorali, il trattamento endovascolare offre risultati significativi: la ricanalizzazione venosa percutanea, l’angioplastica con palloncino e il posizionamento di stent venosi dedicati consentono di riaprire i vasi ostruiti, ridurre la pressione venosa cronica e migliorare in modo sostanziale il gonfiore, il dolore e la qualità di vita.

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