Stenosi {{{Carotidea}}}

Restringimento dell’arteria carotide causato da placche aterosclerotiche. Principale fattore di rischio per ictus ischemico.

Cosa {{{è?}}}

La stenosi carotidea è il restringimento del lume dell’arteria carotide, solitamente provocato dall’accumulo di placche aterosclerotiche. Rappresenta una delle principali cause di ictus ischemico: frammenti di placca o trombi formatisi sulla parete arteriosa possono migrare verso il cervello, ostruendo i vasi cerebrali e causando danni neurologici anche irreversibili.
La condizione può rimanere asintomatica per lungo tempo, ma in alcuni pazienti si manifestano episodi di attacco ischemico transitorio (TIA) — improvvisa debolezza di un arto, difficoltà nel linguaggio, perdita momentanea della vista — che rappresentano segnali d’allarme da non sottovalutare.

{{{Diagnosi}}}

La valutazione si avvale principalmente dell’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, esame non invasivo che permette di quantificare il grado di stenosi e caratterizzare la placca. In casi selezionati si ricorre ad angio-TC o angio-RM per una valutazione più dettagliata dell’anatomia vascolare cervicale e intracranica.

Opzioni di {{{trattamento}}}

Il trattamento dipende dal grado di stenosi, dalle caratteristiche della placca e dallo stato neurologico del paziente. Per le stenosi sintomatiche superiori al 50% e per quelle asintomatiche superiori al 70%, le linee guida internazionali raccomandano un intervento attivo. Le opzioni principali sono:
In tutti i casi, la terapia medica ottimale — antiaggregante, statine, controllo dei fattori di rischio cardiovascolare — è fondamentale sia come trattamento primario nelle stenosi moderate sia come complemento all’intervento nelle stenosi severe.

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