Varici e {{{Insufficienza Venosa}}}

La patologia venosa più diffusa negli arti inferiori. Diagnosi precoce e trattamento mininvasivo per ritrovare benessere e qualità della vita.

Cosa {{{sono?}}}

Le varici degli arti inferiori rappresentano una delle manifestazioni più comuni dell’insufficienza venosa cronica. Questa condizione è causata dal malfunzionamento delle valvole presenti all’interno delle vene, strutture fondamentali che consentono al sangue di risalire correttamente dalle gambe verso il cuore contrastando la forza di gravità. Quando le valvole perdono la loro competenza, il sangue tende a ristagnare nelle vene degli arti inferiori, aumentando progressivamente la pressione endovenosa e provocando la comparsa di vene dilatate, tortuose e visibili sotto la cute.
Si tratta di una patologia cronica e progressiva che tende a peggiorare nel tempo, in particolare in presenza di fattori predisponenti come familiarità, attività lavorativa prolungata in posizione eretta, sedentarietà, sovrappeso, gravidanze ripetute o uso di contraccettivi orali. La componente genetica gioca un ruolo rilevante: la predisposizione alla debolezza della parete venosa e delle valvole si trasmette frequentemente in ambito familiare.
L’insufficienza venosa cronica non è solo un problema estetico: se non trattata adeguatamente, può progredire verso complicanze importanti che compromettono significativamente la qualità di vita del paziente.

Sintomi {{{principali}}}

Come si {{{diagnosticano}}}

La valutazione diagnostica inizia con una visita specialistica approfondita, durante la quale il Dr. Ardita raccoglie l’anamnesi del paziente, valuta i fattori di rischio presenti e analizza clinicamente il sistema venoso degli arti inferiori.
L’esame di riferimento è l’Ecocolordoppler venoso degli arti inferiori, un’indagine non invasiva che consente di visualizzare in tempo reale le strutture venose superficiali e profonde, valutare la competenza delle valvole, identificare eventuali reflussi venosi patologici e rilevare la presenza di trombosi. L’Ecocolordoppler è fondamentale non solo per confermare la diagnosi, ma anche per pianificare con precisione il trattamento più adatto alle caratteristiche anatomiche e cliniche del singolo paziente.
In casi selezionati, quando si sospetta un coinvolgimento del circolo venoso profondo o si valuta un approccio chirurgico complesso, possono essere richiesti ulteriori approfondimenti come l’Angio-TC venosa o la flebografia.

Opzioni di {{{trattamento}}}

Il trattamento delle varici viene pianificato in modo personalizzato in base alla gravità della patologia, all’anatomia del sistema venoso del paziente, alla presenza di sintomi e ai fattori di rischio individuali.
Nelle forme iniziali o in presenza di controindicazioni alle procedure interventistiche, il trattamento è conservativo: calze elastiche a compressione graduata, terapia farmacologica flebotonica, attività fisica regolare e modifiche dello stile di vita. Queste misure non eliminano le varici già formate, ma rallentano la progressione della malattia e alleviano i sintomi.
Quando la patologia è sintomatica o in progressione, le opzioni mininvasive rappresentano il trattamento di scelta. La termoablazione endovenosa con radiofrequenza o laser a fibre ottiche consente di chiudere definitivamente le vene insufficienti dall’interno, in anestesia locale, con recupero rapido e ottimi risultati estetici e funzionali. In casi selezionati sono indicati trattamenti con ablazione meccanochimica (MOCA), colla biologica (Venaseal) o scleromousse ecoguidata, che permettono di trattare le varici senza necessità di anestesia e con tempi di recupero minimi.
Le procedure chirurgiche tradizionali (stripping, flebectomia) rimangono indicate in casi specifici con anatomia complessa o recidive, e vengono eseguite in regime di day surgery.