La loro comparsa è spesso favorita da predisposizione genetica, variazioni ormonali, gravidanza, esposizione prolungata al caldo e stazione eretta prolungata. Si distinguono due categorie principali: le teleangectasie, di calibro inferiore a 1 mm, con colorazione rossastra o violacea; e le vene reticolari, di calibro compreso tra 1 e 3 mm, a decorso ramificato e colore prevalentemente bluastro. Entrambe le forme tendono a progredire nel tempo se non trattate.
La Scleroterapia prevede l’iniezione intravascolare di un agente sclerosante liquido che provoca la fibrotizzazione del vaso, rendendolo invisibile. È indicata per le teleangectasie e le vene reticolari di piccolo calibro. La tecnica richiede generalmente più sedute e offre risultati ottimali nei vasi di calibro inferiore a 1 mm.
L’Embolizzazione con Scleromousse utilizza il medesimo agente sclerosante trasformato in schiuma, che aumenta la superficie di contatto con la parete venosa e ne potenzia l’efficacia. È la tecnica di elezione per le vene reticolari di calibro maggiore, tra 1 e 3 mm, e per i casi in cui la scleroterapia liquida da sola risulta insufficiente. Nei casi più complessi può essere eseguita sotto guida ecografica per una precisione ottimale.